Ho preso coscienza che morirò

Ho 18 anni ma è come se ne avessi 80

Non voglio dar fastidio, non voglio dipendere da nessuno ma non posso non farlo. Per alzarmi ho bisogno di qualcuno, per bere ho bisogno di qualcuno, per mangiare ho bisogno di qualcuno e per lavarmi invece, mai stato un problema, non mi lavo e non amo l’acqua, quindi, meglio così. Oggi forse sarò scorbutico, intrattabile, mordo se qualcuno si avvicina di più ma davvero, credetemi, non lo faccio con cattiveria, ho solo paura che mi spezzi o che cadendo non mi rialzi più. Il mio affanno é forte, non riesco a contenermi e se devo fare pipì succede e basta, nessuno stimolo, nessun preavviso, capita anche se sono seduto, se sto dormendo o sono in piedi. Ho solo 18 anni ma non vedo più nulla, vado a tentoni e la testa mi fa male a furia di colpi che do nelle porte e nei muri per spostarmi e se mi perdo urlo, urlo finché non trovò qualcuno che mi dica che sono ancora vivo, che esisto ancora e che quel buio che ho attorno é ancora reale. Urlo spesso, a qualsiasi ora, spesso quando tutto intorno non c’è più e lo faccio per capire se tutto ciò che vedo é ancora reale; forse è questa la mia più grande paura, sapere che quel buio non è più reale e che tutto é finito. L’apice del mio essere intrattabile lo raggiungo quando bisogna mangiare, nessuno si deve avvicinare, butto tutto in gola perché mi fanno male i denti e in pochi attimi ho finito. Non è ingordigia la mia ma paura: – E se questo fosse il mio ultimo pasto? – E se nessuno più mi darà da mangiare?-. È successo che la paura d’essere rimasto solo e di morire da lì a poco prendessero il sopravvento ma ero stato semplicemente lasciato solo, tutto sarebbe ritornato normale a ora di cena ma io non distinguo più le ore del giorno, perlopiù passo il mio tempo a dormire e non vedo più la luce del sole o il buio della notte; il sole mi riscalda e la notte mi ghiaccia, sono ancora vivo, ma non so più dove sia il caldo del giorno e il freddo della notte. Tutto sommato ho vissuto bene ma invecchiare non mi si addice, io che urlavo contro qualsiasi cosa non andasse bene, che ho difeso la mia terra a ogni costo anche rischiando la vita; a pensarci la mia vita l’ho dedicata a difendere i miei confini, nessuno doveva entrare se non accolto “A Casa Mia”. Non mi sono  mai tirato indietro dinanzi a nessuno, anche con la vita avrei difeso i miei confini che rinnovavo quotidianamente come mantra. Non una vita facile ma una bellissima vita con la mia famiglia, la stessa che ho paura mi possa abbandonare ma so che sono paure infondate, quando urlo, quando ho fame, quando ho sete o quando mi perdo loro sono lì. Non sempre sono gentili ma chi lo é sempre e tutti i giorni. Nemmeno quando scappai da tutti loro per amore mi tennero il broncio, sapete, tira di più un pelo di figa che un carro di buoi. Ho 18 e sono consapevole che sto morendo ma sono pur sempre un cane.