IL MARE NON BAGNA NAPOLI

Io non giustifico chi con violenza e minacce priva qualcuno della propria libertà per un’orologio.
Faccio a pugni con il mio disprezzo, il mio lavoro è raccontare non giudicare. So già dove voglio fare la mia intervista, è un luogo panoramico di Napoli da cui si può ammirare la maestosità del Vesuvio e i palazzi del Centro Direzionale: un non luogo. Da qui #Napoli è bellissima ma non si vede il mare; è qui che il mare non bagna Napoli. Iniziamo: “A 13 anni ho fatto la mia prima rapina e l’ultima l’ho fatta questa mattina”. Ciro accende una canna, poi capirò che gli serve per placare i pensieri. Trema, penso sia il freddo ma è: “Il ricordo della mia prima rapina”; accende un’altra canna. Sono spiazzato da tutto ciò ma continuo e gli chiedo se avesse mai sparato a qualcuno, la risposta è affermativa. Si, ferma. Ci fermiamo. Gli occhi di Ciro diventano lucidi, ha sparato perché durante una rapina l’altro aveva con se una pistola. Non lo ha ucciso, non voleva uccidere e non vuole uccidere: – Io faccio le rapine, mica sono scemo che mi prendo anche tentato omicidio; la porto solo per mettere paura – quando hai la pistola in mano è solo un grilletto, non ci vuole niente – ma poi, dopo aver sparato ritorna l’umanità: – Ho vomitato, avevo paura; pensavo, ora mi arrestano”. La parola camorra era inevitabile; quando la pronuncio negli occhi di Ciro c’è riluttanza – Io non sono un camorrista, io non uccido le persone. Io faccio le rapine, è una cosa sbagliata ma per noi è un lavoro – continua – Io sono come gli altri ma, ogni mattina, quando scendo di casa ho paura o che mi arrestino o che mi ammazzino. Questa è la paura”. Parliamo di Ugo Russo, il ragazzino di 15 anni ammazzato – Se fai le rapine devi aspettarti che ti possano sparare -. Lui non è più il ragazzino spavaldo che ho incontrato, ora è pensieroso, le canne non placano i suoi pensieri; sa di aver parlato di cose “Sbagliate”. Lui esiste e non è solo ma è stato lasciato tale. È inadatto a vivere nella società perché tutto è diverso nella sua vita. Non c’era la famiglia, non c’era la scuola e non c’era lo Stato. C’era lui e ora C’È LUI.